La Famiglia di Federico Zuccari

Sul finire del XVIII sec. Isola del Liri godeva, sul piano culturale,  di un periodo di fervente sviluppo,  testimoniato da Ferdinando Pistilli: «L’Isola à delle buone abitazioni, e dè cittadini colti nel tratto, e civili. A ciò contribuiscono molto e la vicinanza delle Metropoli Napoli, e Roma, dove la gioventù fa i suoi studii,  ed insiemamente l’affluenza dè forestieri»[1]. L’esempio principe della vivacità intellettuale del periodo ma anche della sempre maggiore apertura della città è rappresentato da Federico Zuccari (Isola del Liri, 1783 – Barra, 1817)

Di costui sono conosciute le conquiste nel campo degli studi astronomici ma poco o nulla si sa in merito alla sua  provenienza e alla sua storia familiare, che,  come vedremo, merita di essere messa in rilievo[2].

Federico Zuccari – come abbiamo avuto modo di appurare dopo una breve ricerca  –  discendeva dall’ illustre famiglia che ha consegnato alla storia dell’arte capolavori di straordinaria importanza.  Il suo omonimo antenato Federico (Sant’Angelo in Vado, 1539 – Ancona,  1609) assieme al fratello maggiore Taddeo (Sant’Angelo in Vado,  1529 – Roma,  1566) è annoverato nel gotha dell’arte italiana del periodo manierista[3]. Un nipote di Federico – Giacomo – giunse ad Isola del Liri  ad inizio ‘700[3]. Carlo, uno dei suoi tre figli, svolse nel Ducato di Sora l’importante mansione di agente erariale.

Il fratello Angelo Maria  (Isola del Liri, 1726 – Capaccio, 1794)  fu sacerdote canonico della Collegiata di San Lorenzo e successivamente (dal 1768)  Vescovo di Capaccio[4], mentre un secondo fratello di Carlo, Filippo (Isola del Liri, 1720 – Roma, 1805), visse in Roma, ove esercitò la professione di Avvocato;  professione che  affiancò a quella di affittacamere. In Roma la famiglia fu proprietaria, in tempi diversi  (e non sempre nella sua interezza), del celebre Palazzetto Zuccari sito in Trinità dei Monti, fatto costruire dal pittore Federico all’inizio del XVII sec. (fig.2).


Fig.2. Roma, Il Palazzetto Zuccari

A Isola il patrimonio immobiliare della famiglia fu piuttosto cospicuo. Gli Zuccari possedevano infatti all’interno dell’isola un elegante palazzetto nel terziere occupato dalle famiglie più importanti (fig.3),  una villa situata sul colle di Capitino (colle che gli Zuccari  possedevano quasi interamente) e un’altra abitazione nella contrada di San Paolo, ubicata però in territorio di Castelliri[6].


Fig.3. La Casa Zuccheri nella pianta di Isola del Liri redatta dall’architetto Giuseppe Giordano nel 1793

Gli Zuccari erano inoltre proprietari della piccola isola sulla quale verrà edificato il lanificio Nardi – Pelagalli (fig.4), come testimonia questo passo tratto dalla rivista Antologia (G.P. Viesseux, G. Capponi,1825):

 

Due miglia distante, scendendo il fiume, si approda a un’ altra isoletta, che appartiene alla famiglia Zuccari, ed è per essere mirabile e grata , pe’ punti di vista, per l’ombra folta degli alberi, pe’ ruscelli e per le varie e copiose cascatelle del fiume.

 

Tornando a Carlo, egli sposò a Isola, nel 1766, Maria Serafina Celli, da cui ebbe sei figli (Errico, Giacomo, Marta, Federico, Clementina e Cecilia). Anche i due fratelli del nostro Federico ebbero posizioni considerevoli. Errico fu infatti proprietario,  decurione e sindaco di Isola tra il 1811 e il 1813, mentre Giacomo fu console napoletano a Roma per conto di Gioacchino Murat. Quanto alle tre sorelle,   Marta sposò nel 1798 a Isola Francesco Capocci Belmonte di Picinisco[8]; Clementina sposò Carlo Eugenio Simeone di Alvito e Cecilia prese come marito Domenico Molinarini, usciere dell’Osservatorio di Napoli.

Dei tre figli maschi solo Errico ebbe discendenza. Anch’egli fu padre di sei figli avuti dall’unione con  Giacinta Ranaldi.  Il primogenito Francesco, dopo aver sposato Angela Rosa Perna si trasferì in Sora ove svolse la mansione di ricevitore doganale.

Nel frattempo il palazzo e gli altri beni  di Isola furono messi in vendita, decretando dopo più di un secolo la fine del rapporto tra gli Zuccari e Isola.

La coppia ebbe diversi figli tra i quali Calcedonio (Sora, 1846 – ivi, 1914)  che fu professore e consigliere comunale[2]. Questi sposò nel 1876 la nobildonna sorana Isabella Renzi (Sora, 1849, – ivi, 1925) figlia di Fortunato[9] e Anna Loffredo (sorella del noto politico e storico Francesco) dalla quale ebbe sei figli[10].

A Sora gli Zuccari ebbero numerose proprietà tra le quali figurava  l’antico edificio – ritenuto da alcuni  casa natale di Cesare Baronio – detto Torrevecchia.

Filippo, avvocato e fratello di Francesco, si stabilì in maniera definitiva a Roma ove sposò la nipote Cecilia Zuccari Molinarini. Nel 1904 i quattro figli Federico, Silvio, Giacinta e Clotilde vendettero il palazzetto romano a Henriette Hertz,  dalla quale prende il nome la Biblioteca Hertziana ospitata all’interno dell’edificio. Il prestigioso istituto dalla famiglia Zuccari ha mutuato anche parte della simbolgia araldica (il pan di zucchero e i sette germogli, figg. 4-7)


Figg. 4-7. Stemma del Vescovo Angelo Maria Zuccari, stemma di Filippo Zuccari (Cimitero Monumentale del Verano, Roma), stemma presente all’interno del palazzetto romano, logo della Biblioteca Hertziana.

In conclusione si può certo affermare che per Isola del Liri e per l’intero territorio dovrebbe rappresentare un onore e un vanto aver ospitato una famiglia di così grande importanza. Una più decisa e convinta riscoperta della figura di Federico Zuccari potrebbe permettere di gettare le basi per la creazione di una rete di scambio e collaborazione  tra Isola del Liri, Sant’Angelo in Vado (luogo d’origine della famiglia),  Napoli (Osservatorio di Capodimonte) e Roma (Accademia di San Luca, Biblioteca Hertziana) incentrata sullo studio e la valorizzazione della famiglia e dei luoghi a questa correlati.

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[1] Pistilli 1798, pp. 9-10.

[2] Qualche anno fa fu inspiegabilmente  deciso  di  cambiare il nome di una strada di Isola del Liri,  che era intitolata a Carlo Zuccari, tramutandola in Via Arciprete Villa. Ciò da immediata contezza dei gravi danni che la rimozione della memoria e dello scarsa curiosità possono provocare, giacchè sarebbe bastato svolgere una rapida ricerca per conoscere chi fosse Carlo Zuccari e cambiare immediatamente idea, intitolando all’altro notevole personaggio della storia locale (l’arciprete Villa) altra strada o piazza.

[3] Ma artisti furono anche il padre Ottaviano e diversi altri esponenti della famiglia.

[4] Vincenzo Tavernese  definì la famiglia originaria di Sondrio, ma non se ne conosce la ragione. Tavernese 2012, p. 21; Tavernese 2010, p. 92.

[5] Venne consacrato vescovo dal Cardinale  Enrico Benedetto Maria Clemente Stuart, Duca di York e discendente della famiglia reale inglese.

[6] La zona scaffa, detta un tempo scafa degli Zuccari prese il nome dall’imbarcazione (la scafa = lo scafo) con cui si poteva transitare da una sponda all’altra del fiume Liri.

[7] La coppia ebbe poi Ernesto (Picinisco1798 – Napoli, 1864) , anch’egli celebre astronomo.

[8] In tale veste presenziò alla curiosa seduta consigliare dedicata alla regolamentazione del traffico dei velocipedi in Sora: https://www.cdsconlus.it/index.php/2016/09/10/sora-e-i-velocipedi-una-difficile-convivenza/

[9] Figlio di Girolamo e Isabella Carrara.

[10] Giacomo, Mario, Guido, Annita, Nerina, Giulio.

 

Bibliografia:

Acidini Luchinat, Cristina, Taddeo e Federico Zuccari, fratelli pittori del Cinquecento, Jandi Sapi, Roma 1998.

Curti, Francesca, Nuovi documenti su palazzo Zuccari: proprietà e ristrutturazioni edilizie dal XVII al XIX secolo,   Hirmer Verlag, Monaco 2012.

Loffreda, Enzo, Da borgo medievale a città moderna: lo sviluppo urbanistico-architettonico di Isola del Liri (secc. IX-XX), Isola del Liri 2017.

Pinelli, Vincenzina, Quaderni di ricerche storiche (24 quaderni), Isola del Liri 1980-2001.

Pistilli, Ferdinando,  Descrizione storico-filologica delle città accosto ai fiumi Liri e Fibreno (rist. anast. 1798), Forni, Bologna 2002.

Tavernese, Vincenzo, I Vescovi originari della Diocesi di Sora Aquino Pontecorvo, Roccasecca 2010.

Tavernese, Vincenzo, Pagine sparse di memorie storiche e religiose di Isola del Liri, Isola del Liri   2012.

 

 

 

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