Ricordiamo il futuro – #4 Rigenerare i piccoli centri

Il quarto incontro del ciclo “Ricordiamo il futuro” sul tema della rigenerazione dei piccoli centri è stato trasmesso in diretta il 2 Maggio.
Di seguito il video.

In questo periodo di grande difficoltà dovuta alla pandemia e a ciò che messo in luce, c’è un ritorno al pensiero che vivere nei centri minori sia più sostenibile.
Come Rete Marica, che sta contribuendo al progetto Valli accese, siamo stati sempre convinti che vivere nel nostro territorio sia una grande fortuna, ma siamo altresì convinti che dobbiamo meritare una simile fortuna e che, fino ad adesso, le popolazioni locali poco abbiano fatto per facilitare l’opera. E’ per questo che proponiamo il concetto di Rigenerazione dei piccoli centri: è un processo che non riguarda i luoghi e i paesaggi, questi vanno salvaguardati e apprezzati, si tratta soprattutto di promuovere un processo di trasformazione della struttura sociale delle nostre 3 Valli, che consideriamo esemplificative di tante altre meravigliose valli interne italiane che si trovano ad attraversare gli stessi nostri problemi: spopolamento, abbandono dei giovani, scarse opportunità lavorative, mancanza di strutture e infrastrutture culturali e trasformative, abbandono della campagna, impoverimento culturale, irrigidimento della solidarietà.
Come è avvenuto in molti altrei paesi del mondo, dalle zone rurali sono arrivate pesanti manifestazioni di sostegno a politiche sovraniste, richiami all’ordine, chiusure alla solidarietà, manifestazioni di intolleranza alla diversità. Al contrario, generalmente nelle grandi città si assiste ad una maggiore disponibilità alla socialità nonostante le peggiori condizioni di vita.
Quello che può rappresentare l’enorme vantaggio di una piccola comunità si trasforma in rigidità e chiusura, a volte persino in intolleranza verso “il diverso” e/o perfino verso i giovani, soprattutto per quel che riguarda la mancanza di capacità di promozione della creatività, con la conseguenza necessità per il/la giovane di abbandonare i luoghi di nascita.
L’incontro vuole contribuire e rafforzare uno degli obiettivi di fondo della Rete Marica e di Valli accese: la promozione culturale della zona, la valorizzazione del paesaggio e della storia locale, la creazione di occasioni di sviluppo sostenibile attraverso il rispetto delle tradizioni locali.
Abbiamo parlato di buone pratiche, finanziamenti, progetti che hanno funzionato, difficoltà da affrontare. Abbiamo avuto il piacere di farlo con tre bellissime persone.

Ebe giacometti: Presidentessa Nazionale Italia Nostra, storica dell’Arte, esperta in valorizzazione territoriale dei beni culturali, ambientali e paesaggistici; Membro della comunità dell’Ente Parco regionale Appia Antica (2018). Già Presidentessa della società cooperativa Archeologia, Consulente storica dell’arte e progettista per vari enti di ricerca, istituzioni, fondazioni e pubblica amministrazione, tra cui Fondazione MAXXI, Filas – finanziaria Regione Lazio, Università Upter, Regione Lazio, Abbazia di Montecassino, Soprintendenza di Roma, ecc. Vasta esperienza nel settore della divulgazione culturale ed educazione ambientale, numerose pubblicazioni anche per elaborazione di prodotti multimediali per promuovere e valorizzare il patrimonio archeologico, artistico e monumentale italiano.

Corrado Celata: Dirigente U.O.S. Prevenzione specifica, UOC Promozione di Salute, Azienda Territoriale Sanitaria Città di Milano: educatore, Presidente della sezione Lombarda della Società Italiana di Promozione di Salute, esperto in promozione di salute, ha curato il Congresso nazionale SIPS 2018 sul tema della Rigenerazione urbana.

Silvia di Passio: Community Manager, ha collaborato con il GAL Versante Laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, lavorato in progetti di innovazione sociale per conto della Regione Lazio e fondato un’associazione per l’inclusione sociale dei richiedenti asilo nelle aree interne. E’ facilitatrice in educazione non formale negli ambiti di migrazione e comunicazione interculturale, questioni di genere, attivismo dei giovani per lo sviluppo locale e cultura audiovisiva per il cambiamento sociale. In questo periodo lavora per conto di Sardarch come community manager nei piccoli comuni a rischio spopolamento della Sardegna.

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Ringraziamo tutte le persone che hanno partecipato, curiosato e interagito in diretta attraverso la chat. Avete fatto emergere aspetti importanti e punti di riflessione.
Speriamo che tutte queste parole vi abbiano dato uno slancio per continuare ad immaginare il territorio insieme.
Grazie.

Collegato a:
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